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Il Centro studi di Confindustria ha avanzato una proposta per disincentivare l’utilizzo del denaro contante a favore della moneta elettronica, che prevede l’applicazione di una commissione pari al 2% dell’importo prelevato. L’importo a carico del soggetto che effettua il prelievo non potrebbe avere natura di imposta, mancando la manifestazione di capacità contributiva al fine di istituire una nuova forma di prelievo tributario. Per tale ragione il prelievo, sia pure difficilmente giustificabile, avrebbe natura formale di commissione in favore dello Stato. Anche questa soluzione sarebbe piuttosto singolare: infatti, da una parte l’istituto di credito effettuerebbe un servizio in favore del soggetto che preleva; dall’altra, le somme incassate sotto forma di commissione sarebbero destinate ad un soggetto diverso, quale lo Stato.

Da Il Quotidiano IPSOA – Area Fisco https://ift.tt/2ZYhwMO